Lucca Comics 2018: C.B. Cebulski Editor in Chief di Marvel si racconta

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Ospite alla 52esima edizione di Lucca Comics & Games, abbiamo avuto il piacere di essere presenti alla conferenza stampa di C.B. Cebulski, che dal 2017 ricopre il ruolo di  Editor in Chief in Marvel. Un prestigioso ruolo che prima di lui fu coperto proprio da Stan Lee e Joe Quesada.

Cebulski, ha ringraziato tutti per essere presenti, sopratutto dell’invito ricevuto dopo 5/6 anni che mancava da questa manifestazione,  notando come in questo lasso di tempo sia cresciuta notevolmente.

Prima di concedere le domande ai presenti il buon Cebulski ci dice di non chiedere nulla su finale di Avengers 4.

Tra le varie domande fatte a Cebulski, gli viene chiesto quale consiglio darebbe un ragazzo che vorrebbe i propri disegni bubblicati in Marvel. C.B. risponde che il ragazzo più giovane che ha cominciato a lavorare con loro aveva 16 anni. Anche se sei in Italia devi considerare le tue opportunità anche se Marvel si trova dall’altra parte del mondo, in Italia ci sono grande scuole su questo settore e sul web c’è molto da imparare. Il consiglio che da è di creare un proprio stile, ma sopratutto studiare la narrazione e lo storytelling e saper muovere il personaggio da un panel all’altro.

Cebulski è subentrato come Editor In-Chief sostituendo Axel Alonso dopo 6 anni. Un collega che ha sempre rispettato e stimato, ed ora sente anche il peso del lascito che gli è stato dato. Essendo un fan della Marvel dall’età di 6 anni vuole riportare la magia che c’era all’epoca di quando era bambino. Facendo dei paragoni con i suoi precedenti colleghi C.B. ci dice che : ”  Joe Quesada era l’Editor In-Chief dei disegnatori e Axel Alonso quello degli sceneggiatori, io sento che sarò quello dei fan”.

L’editor ci racconta che la sua provenienza è internazionale visto che sua masre è svedese. Ha passato molto tempo in Giappone e in Europa quando era giovane leggendo molti fumetti europei. Il suo obiettivo è far si che la Marvel Comics diventi un livello globale sia dal punto di vista creativo che quello commerciale come è già avvenuto con i Marvel Studios. ” Marvel deve diventare lo specchio del mondo attuale, e di tutto il mondo, senza limitarsi alla New York che Stan Lee vedeva dalla sua finestra”.

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