Leiji Matsumoto: racconti e storie di un Maestro che non ha mai abbandonato i suoi sogni

Leiji Matsumoto: racconti e storie di un Maestro che non ha mai abbandonato i suoi sogni

3 Novembre 2018 0 Di Andrea Battaglia

Nella giornata di Giovedì abbiamo avuto il piacere di partecipare all’incontro riservato alla stampa con il maestro Leiji Matsumoto, papà di grandi opere entrate ormai nel mito come Capitan Harlock, Galaxy Express e Corazzata Spaziale Yamato per citarne alcune.

L’incontro della durata di un ora circa ha spaziato tra vari argomenti nati dalle domande dei media presenti.

Il maestro ha esordito rispondendo alle prime domande cercando quasi di raccontare le fasi salienti della sua vita. Volevo inizialmente trasporre domande e risposte che mi sono appuntato meticolosamente in sala ma solo rileggendole ora, mentre scrivo questo articolo, mi rendo conto che ha parlato della sua vita artistica a 360 gradi.

Di umili origini ha raccontato di aver sempre disegnato quello che gli piaceva da ragazzo, treni, navi, personaggi che poi sono diventati protagonisti delle sue opere nascono tutti dal suo passato personale e dalla sua vita privata.

Nonostante le sue opere principali siano tutte slegate tra loro ha tenuto a precisare che fanno parte dello stesso universo, come grande parte di una storia senza fine, ed è proprio Lui a non voler porre fine alle sue opere, nella sua mente i personaggi sono tutti nello spazio, da qualche parte a vivere le loro avventure. 

Fin da bambino ha guardato i Western americani e italiani, questa passione per l’avventura e il romanticismo ha influenzato tantissimo il suo lavoro. Le armi e molte ambientazioni sono proprio un richiamo al vecchio west americano.

Sempre da bambino amava i treni, che vedeva nelle riviste ma anche dal vivo, in particolare il C62, sarà proprio questo quello che in seguito ispirerà il mitico Galaxy Express 999.

Era un treno (che lui conosceva benissimo) che percorreva la sua tratta per arrivare a Tokyo in 24 ore. Quel treno lo portò per la prima volta a Tokyo da un editore che lo aveva contattato dopo aver visto alcune sue tavole, racconta il maestro che per potersi permettere quel viaggio dovette metter mano a tutti i suoi risparmi. Direi che alla fine gli è andata bene, e anche a noi appassionati! Chissà come sarebbe andata se per uno scherzo del destino non avesse preso quel treno, probabilmente molti miti della nostra infanzia non sarebbero mai nati!

Continuano i racconti del maestro attraverso le domande ripercorrendo citazioni e frasi dette da lui in passato.

«I giovani non devono vergognarsi di piangere ma solo di arrendersi»

Il suo punto di vista a riguardo non è affatto cambiato, il Maestro porta con se molti consigli, ci dice di tenerci stretti i nostri sogni e che la vita e’ fatta per essere vissuta, oggi magari non è andata come speravamo ma domani ci sarà qualcosa di positivo e questo pensiero deve spingerci ad andare avanti senza vergogna.

Grande presenza nelle opere del Sensei è la figura femminile, in ogni sua opera in fatti sono presenti questi personaggi dal carattere forte e determinato, di questo ci racconta che ha tratto spunto da una donna di origini europee che ha fatto parte del suo passato, influenzato inoltre dalla protagonista di un film francese che poi ha trasposto nei suoi lavori

Proseguendo negli aneddoti ripercorre il periodo della sua vita attraversato dalla guerra, ci racconta che la zona dove è cresciuto, nel Kyushu, doveva essere in origine l’area designata ad essere colpita dalla bomba atomica e che il padre fu aviatore per i francesi.

Oltre 3/4 dei commilitoni del padre non tornarono a casa; la guerra, il dolore e la sofferenza sono tematiche che poi sono state trasposte nell’opera Corazzata Spaziale Yamato, racconta inoltre che alcuni protagonisti (tra cui il Capitano Juzu Okita) traggono ispirazione da persone che hanno fatto parte della sua vita, in particolare il capitano pare abbia le fattezze e sia ispirato al padre del Maestro. Una figura forte, autoritaria ma capace di incoraggiarlo sempre con il suo pensiero, quello di non arrendersi mai. La Yamato stessa, sempre per restare in tema, è una nave realmente esistita adattata nella serie per poter attraversare lo spazio.

La conferenza stampa è terminata con un enorme applauso da parte dell’intera sala, a cui ha ricambiato con numerosi inchini.

«credete nei vostri sogni e seguite le vostre passioni»

Il suo messaggio è sicuramente un messaggio positivo, quello di non arrendersi mai lottare per quello in cui si crede, che bisogna vivere la vita a pieno ed è il messaggio di suo padre che lo ha sempre incoraggiato ad andare avanti e ha trasposto nei suoi personaggi, cosi’ carismatici, che a loro volta sono diventati veri e propri miti della nostra infanzia.

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