Addio a Rutger Hauer: il replicante di Blade Runner

L'attore olandese aveva 75 anni, ed era famoso soprattutto per il ruolo del replicante in “Blade Runner”

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Rutger Hauer, attore olandese noto principalmente per il ruolo del replicante Roy Batty nel film Blade Runner, è morto venerdì scorso a 75 anni. Ad annunciarlo il suo agente.

Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare

Rutger Hauer è stato il replicante Roy Batty,   presente in Blade Runner con uno dei monologhi più famosi nella storia del cinema, ancora oggi ripreso dai fan di questo film.

Ironia della sorte, Roy Batty nel film muore proprio nel 2019, rendendo ancora più immortale il ruolo di Rutger.

La sua carriera ebbe una svolta quando il regista Paul Verhoeven gli offrì un ruolo da protagonista nei film Fiore di carne (Turkish Delight, basato su un libro di Jan Wolkers) nel 1973 e Kitty Tippel… quelle notti passate sulla strada (Keetje Tippel) nel 1974. La nuova star fu invitata al suo debutto in lingua inglese con Il seme dell’odio(The Wilby Conspiracy) nel 1975. Il film, ambientato in Sudafrica con Michael Caine e Sidney Poitier come protagonisti, è un dramma sulla vicenda dell’apartheid. Il ruolo di Hauer fu di supporto, ma sufficientemente impegnativo da metterlo in evidenza agli occhi di Hollywood. Successivamente partecipò a diverse produzioni in Europa, tra cui Femme entre chien et loup e Soldato d’Orange (Soldaat van Oranje), del 1979. Questi due film portarono Hauer al livello dell’attore olandese di fama internazionale Jeroen Krabbé.

Hauer fece il suo debutto a Hollywood nel film I falchi della notte (Nighthawks) del 1981, al fianco di Sylvester Stallone. Chiamato da Ridley Scott a interpretare il replicante Roy Batty in Blade Runner (1982), film di culto, pronunciò anche il famoso monologo Io ne ho viste cose che voi umani…, destinato a rimanere impresso nell’immaginario collettivo. Passò poi al filone avventuroso, dapprima corteggiando Theresa Russell nel film di scarso successo Eureka (1983) e quindi nel film romantico/fantastico Ladyhawke (1985) con Michelle Pfeiffer.

I suoi personaggi continuavano a impressionare il pubblico, specialmente in The Hitcher – La lunga strada della paura dove interpreta un killer misterioso deciso a uccidere un automobilista (interpretato da C. Thomas Howell) e chiunque si metta sulla sua strada. Fu candidato al ruolo di protagonista in RoboCop, del suo amico Paul Verhoeven, e fu proposto per Intervista col vampiro.

Hauer nel 1987 nel film TVFuga da Sobibor

Il regista Ermanno Olmi nel film La leggenda del santo bevitore (1989) ha evidenziato l’aspetto più delicato, mistico e spirituale della personalità di Hauer. Egli interpreta la parte di un vagabondo alcolizzato parigino che spira in una chiesa, mentre paga il suo debito con Dio. Nacque in quell’occasione un’amicizia con Olmi che durò fino alla scomparsa di quest’ultimo. Le qualità spirituali di Rutger furono impiegate anche se con minore successo da Phillip Noyce in Furia cieca (1989).

Dopo questo periodo egli ritornò alla fantascienza con Giochi di morte (1990), dove interpreta il ruolo di un campione di lotta in un violento gioco praticato in un’epoca successiva a un’apocalisse mondiale. Con Joan Chen, presente in questo film, interpreta altri due film, Sotto massima sorveglianza (1991) e 2049 – L’ultima frontiera (1996).

A partire dagli anni 1990 Hauer apparve in pubblicità televisive e partecipò a diversi film a basso budget. Tra questi è Detective Stone (1992), in cui in una Londra inquinata e allagata a causa del riscaldamento globale, un investigatore dà la caccia a un serial killer. Sempre sulla scia dei b-movie c’è Omega Doom (1996), in cui Hauer interpreta nuovamente un androide. In questo periodo comparve anche nel video musicale On a Night Like This di Kylie Minogue. Nel 1998 vestì i panni del tiranno Vortigern in Merlino, miniserie televisiva prodotta e diretta da Steve Barron.

Nei primi anni 2000 Rutger è apparso in parti minori di film importanti, come Confessioni di una mente pericolosa nel 2003, Sin City e Batman Begins nel 2005. Ha un ruolo nel film Il villaggio di cartone dell’amico Ermanno Olmi e nel visionario film di Lech Majewski I colori della passione in cui interpreta il ruolo di Pieter Bruegel il Vecchio. Il 4 novembre 2016, al Trieste Science+Fiction Festival ha ricevuto il premio Urania d’Argento alla carriera. L’anno seguente ha partecipato come doppiatore nella realizzazione del videogioco Observer.

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